31/10/2003

Solo uno su cinque accede a Internet...

Mi piacerebbe avere il tempo di qualcosa di più che una segnalazione, ma il lavoro incombe. Scopro cercando sul net (ma vedo che anche Punto Informatico ha riportato la notizia) che è uscito uno studio della AMD sul digital divide. Non sono riuscito ad approfondire più di tanto (prometto che lo farò nel weekend) ma vedo che si affronta il tema del divario tecnologico sia tra paesi (post) industrializzati e paesi in via di sviluppo, sia tra fasce della popolazione europea e nordamericana. In sintesi più di 5 miliardi di persone sono (per dirla secondo il titolo di Punto Informatico) offline. Non solo, per l'appunto, popolazioni di paesi in via di sviluppo, o governati da regimi totalitari, ma anche donne europee, per esempio. Insomma, leggerò le 41 pagine del rapporto, e poi vi faccio sapere...
di digitaldivide at 17:00:26 Commenta:

30/10/2003

Sui brevetti web Tim Berners-Lee lancia l'allarme

Qualche tempo fa ho buttato giù in due righe il mio sentore che la faccenda dei brevetti di Eolas infranti dalla Microsoft avesse conseguenze ben più gravi della semplice questione giudiziaria fra le due società. Dal mio punto di vista il problema si inserisce a pieno titolo nella grande questione della brevettabilità del software, anzie è un ottimo esempio da portare per sensibilizzare sulla faccenda. Mi fa piacere vedere che Tim Berners-Lee (direttore del World Wide Web Consortium), in una lettera approfondisce proprio questo tema ed afferma -per fortuna con capacità migliori delle mie- esattamente le cose che mi ronzavano per la testa ma che non ho avuto proprio il tempo di buttar giù in un post.
"L'impatto del brevetto 906 va ben oltre quello su un singolo produttore di software" - scrive Berners-Lee nella sua lettera che riporto tradotta da Punto Informatico - "L'esistenza del brevetto e delle richieste di licenza che ne sono conseguenza - spiega - spingono molti sviluppatori di browser web, di pagine web e molti altri importanti componenti del web ad uscire dagli standard tecnici fondamentali che consentono al web di funzionare come sistema coerente. [...] Data l'interdipendenza delle tecnologie web, chi ha realizzato pagine web o sviluppato software web basandosi su standard dovrà ora riadattare i propri sistemi per gestire le deviazioni dallo standard imposte dal brevetto 906"
Ma il passaggio chiave mi sembra il seguente:
"Se anche ad alcuni venisse garantita una licenza - scrive - mentre altri non ce l'hanno o non possono ottenerla, quello che avremmo è un ostacolo al funzionamento del web. Gli standard globali sono state le basi per garantire l'interoperabilità del web. Ad un brevetto che potrebbe evidentemente essere nullo non dovrebbe essere consentito di disfare anni di lavoro, quelli che ci sono voluti per costruire il web.
Vedremo come andrà a finire...
di digitaldivide at 11:09:23 Commenta:

30/10/2003

L'Open Source nella Pubblica Amministrazione in una nuova direttiva

logoSoftwareLibero.jpgApprendo da Punto Informatico che il Ministro Stanca si appresterebbe a firmare un nuova direttiva sull'adozione e l'utilizzo di software nella Pubblica Amministrazione. Secondo il testo riportato da Punto Informatico nella direttiva ci sono riferimenti interessanti al software libero e open source, almeno dal mio punto di vista. Si parla infatti di "significativi sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione dei programmi informatici che si basa sulla disponibilità del codice sorgente aperto". Stanca inoltre parla del software libero come di una alternativa che permette di "conformare i programmi alle nostre esigenze, mano a mano che esse si pongono, e di metterli anche a disposizione di altri". "L’inclusione di questa nuova tipologia d’offerta all’interno delle soluzioni tecniche tra cui scegliere contribuisce ad ampliare la gamma delle opportunità e delle possibilità in un quadro di economicità, equilibrio, pluralismo e aperta competizione". In una accozzaglia di liberisti a parole frasi come la precedente sembrano rivoluzionarie... Premettendo che sono abbastanza disincantato e disilluso da sapere come vanno queste cose, mi sembra comunque un buon passo in avanti nel senso di un sano confronto fra software libero e proprietario, dove il migliore può vincere. A mio parere la parte più positiva della vicenda è l'esplicito superamento della valutazione del software libero solo come alternativa economica a quello proprietario. L'introduzione di parametri come la possibilità di personalizzazione, di riutilizzo, di sicurezza, mi sembrano -almeno in linea di principio- grandi passi in avanti... ... Ora, poichè verba volant, scripta manent, la palla passa alla comuntà Open Source, che dovrà essere in grado di dimostrare la propria effettiva professionalità ed affidabilità. Io non ho dubbi che ci riuscirà, anche perchè c'è chi lo fa già oggi -ogni giorno- ma la scommessa è importante e l'esito finale non è scontato...
di digitaldivide at 10:06:43 Commenta:

20/10/2003

Mi aggrego...

aggregator_3.gif Nel disordine della mia INBOX, nascosto tra spam di ogni genere, è rimasta sepolta una email del 1°di ottobre in cui Giuseppe Granieri mi invita a partecipare al Blog Aggregator... Ovviamente accetto ben volentieri l'invito...
di digitaldivide at 10:55:32 Commenta:

09/10/2003

E poi dicono che i brevetti software non fanno male

Apprendo da Punto informatico che, a causa di brevetti software violati, Microsoft dovrà modificare Internet Explorer e che
le modifiche che verranno apportate al browser complicheranno la vita a webmaster ed utenti.
...il fatto è che il codice brevettato dalla Eolas riguarda la tecnologia che permette di eseguire plugin e applet. Se non sarà più possibile utilizzare questo titpo di tecnologia la vita sul web sarà realmente "più difficile" soprattutto per il semplice navigatore, che nulla sa di plugin, applet, installazioni, e che si aspetta di cliccare-e-vedere. A conferma che la questione è seria, anche il World Wide Web Consortium si sta attrezzando, con una apposita commissione, per studiare come impedire che questi brevetti "stritolino l'html". Non mi stupisco che Microsoft abbia violato dei brevetti, come d'altra parte sono contento che la giustizia abbia trionfato, ma... mi sembra l'ennesima dimostrazione che la questione della brevettabilità del software è seria e spinosa, anche quando non applicata solo al software libero.
di digitaldivide at 10:26:59 1 Commento

08/10/2003

prove generali di OpenSource artistico?

ovvero: il decalogo dei Casino Royale Era da tempo che cercavo di "fare sintesi" fra copyleft, streaming, industria discografica, siae e diritto d'autore; soprattutto per cercare di suggerire nuove strade ad alcuni amici che si muovono al margine dell'industria musicale ufficiale (Gang, Tupamaros, e tanti altri). Perchè ora sono possibili nuove strade per produrre, distribuire, fruire musica senza dover elemosinare un sottoscale nei palazzi dell'industria discografica. Poi l'altro giorno sono capitato per caso sul sito dei Casino Royale e ho letto il loro manifesto e il loro decalogo e finalmente sono riuscito a "mettere a posto" un po' di cose, a dare loro la giusta collocazione. Sostengono infatti, nel loro "manifesto":
Quello che è successo negli ultimi cinque anni ha eliminato un modello produttivo (fare un cd, promuoverlo, venderlo, etc.) e sta facendo fuori un'industria (quella discografica ufficiale, dalla quale siamo fortunatamente fuori): fine del gioco. Fine del tempo in cui la discografia guida e determina il mercato della musica[...] Fine dell'epoca in cui la radio e la televisione determinano il successo di una canzone o di un artista. Fine della musica come prodotto semplicemente da ascoltare[...]
E fin qui, anche se con meno capacità di "centrare il bersaglio" ci sono arrivati in tanti, ma quello che è interessante è che da queste considerazioni i CR fanno derivare una specie di "codice di comportamento", delle regole di condotta artistica quasi rivoluzionarie, riportando al centro della attività artistica la realizzazione del brano e la sua esecuzione, relegando il CD, l'album, a uno dei tanti prodotti di merchandising dell'artista, insieme a magliette, cappellini, ecc...
[...] 3. Non é più possibile una distinzione netta tra strumenti di produzione, di diffusione e di riproduzione (musicale, n.d.r.) [...] 7. il significato fondamentale di "pubblicare" è : rendere disponibile il materiale prodotto in streaming o downloading, o ai dj per suonarli dal vivo. 7.1 stampare e vendere cd contenenti tale materiale rientra più propriamente fra le attività di merchandising. 7.2 un cd album non deve costare al pubblico più del prezzo medio del biglietto d'ingresso al concerto del medesimo artista ed entrambi non più di una t-shirt del suo merchandising. [...] 10 E' consentita ai singoli la libera duplicazione e masterizzazione del materiale pubblicato ad uso privato, a condizione che vengano riportati sul nuovo supporto prodotto i credits del materiale originale.
... se aggiungiamo tutto il materiale di Wu Ming su copyright e pirateria, cominciamo ad avere un bel po' di argomenti su cui riflettere...
di digitaldivide at 14:51:14 Commenta:

06/10/2003

Software libero o Licenza Aperta?

C'è una violenta discussione in corso in seguito ad un articolo in cui Joe Klemmer propone di usare il termine Licenza Aperta (open license nel testo) per indicare tutti quei software rilasciati come Open Source, software libero, ecc... La proposta va nel senso di rendere più chiaro e accessibile alla gente comune il senso di termini più oscuri, come -appunto- software libero o Open Source. La discussione si è sviluppata -ovviamente- perchè i più accesi sostenitori dell'accezione free, Libero, ritengono che il termine Licenza Aperta tradisca il senso di "libertà" che sta alla base della licenza GNU GPL e di altre. Non c'è dubbio che libero e aperto abbiano due significati diversi, ma il tentativo di trovare una definizione "generica" per indicare il software open source, definizione comprensibile anche ai "non tecnici" sia un tentativo da incoraggiare. Non so voi, ma io mi trovo in difficoltà ogni volta che devo affrontare il tema "software libero" con persone che "non ne masticano": non è possibile dover iniziare un discorso ogni volta con incisi e digressioni, premesse e distinguo... che poi si tratti di libero o aperto... beh, devo pensarci... (anche perchè, sia che si usi un termine o l'altro, si tratta spesso di una forzatura, visto che poi c'è sempre da spiegare e precisare...)
di digitaldivide at 15:19:28 Commenta:
Blog che mi piacciono...
Network Games
GiallodiVino
4 Banalitaten
Manteblog
Paolo Veldemarin
FuzzyBlog

XML logo Diffondi i contenuti (RSS 2.0)
XML logo Diffondi i contenuti (RSS 1.0)
XML logo Diffondi i commenti (RSS 1.0)
 
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.
 
Un solo click, tanti blog.

Powered by