24/07/2003

Non di solo pane...

IL gnocco fritto della Trattoria Baldini
di digitaldivide at 09:31:25 Commenta:

21/07/2003

Open Source e Rispetto della legalità

Non saprei dire per quale motivo condivido la filosofia OpenSource (e, ad essere schietti, a parte qualche amico più ubriaco di altri in una serata più calda di altre, nessuno me lo ha mai chiesto...). E' così: credo che nessuno adotterà software OS grazie ai miei elenchi di buoni motivi per farlo. Sono un pessimo 'apostolo', non c'è dubbio. Ma la mia esperienza e i consigli di amici giornalisti mi hanno insegnato che quello che la gente vuole sono le storie. E quindi, per la gioia di chi teorizza che nei blog ci stanno solo sbrodolate intimiste che richiamano la classica esclamazione E chi te l'ha chiesto, ho deciso di scrivere qualche riga su come ho incontrato il software libero. Eh sì, perchè non c'è motivazione più vera e convincente di quella che si basa su un bisogno reale
I punti di forza dell'OpenSource sono talmente tanti che ormai non c'è nemmeno più gusto a parlarne. Ma un aspetto che viene spesso tralasciato è ciò che io chiamo rispetto della legalità. L'adozione di software libero, infatti, permette a tutti, dalla famiglia allo studente, dall'associazione all'azienda, di rispettare le leggi, i copyright, il lavoro degli sviluppatori, pur avendo a disposizione software professionale e funzionale alle proprie esigenze senza spendere un capitale. Questa almeno è la mia storia di incontro con l'OpenSource. Una storia che credo di condividere con tanti, ma è una storia che, chissà perchè, viene sempre rimossa, nascosta... forse perchè banale, forse poco nobile, ma è vera e ha la forze delle cose realmente vissute. Ho scoperto l'open source passando per il freeware, venendo dal 'piratato'. Ovviamente l'ho incontrato tramite Internet. Eh sì perchè uno studente universitario con un debole per i computer ha poche strade: o fa indigestione di cd crakkati, warez, e via illegalmente scopiazzando, o cerca quello di cui ha bisogno tra chi glielo offre gratis. Ad un certo punto ho voluto fare una scelta etica, coerente con i miei valori (curiosi? ancora? No, la mia famiglia non c'è online, dovrete accontentarvi ;-)): ho scelto di non installare nessun programma illegale, di non violare più nessuna licenza. Ma non sono nè Paperon De' Paperoni, nè un cretino: di registrare/comprare ogni software che mi fosse servito non se ne parlava nemmeno (a parte il costo, in molti casi erano soldi buttati via in programmini ridicoli) e poi, allora, chi aveva la carta di credito per pagare la registrazione degli sharware??. Uso ancora Windows e MS Office: erano preinstallati nel computer che ho comprato: la catena di supermercati che me lo ha venduto non prevedeva nessuno sconto se non li avessi presi e così me li sono tenuti. Ora non ho nessun programma copiato sul mio computer. Non uso nessun software illegale per produrre il mio reddito, per divertirmi, ecc... Certo il prossimo passo dovrebbe essere (e sarà, immagino) liberarmi degli ultimi programmi proprietari, sistema operativo incluso, e adottare una soluzione tatalmente libera. Già ora linux se ne dorme sulla mia seconda partizione pronto a darmi man forte quado serve. Ma intanto ho raggiunto due risultati per me importantissimi, il primo come detto è fare uso solo di software legale, il secondo, inatteso, è sapere che se mi serve in programma particolare, là fuori su Internet, c'è già, qualcuno l'ha scritto per risolvere un suo bisogno e ora me lo mette a disposizione. Non male no? Ecco: l'open source come alternativa eticamente percorribile al software proprietario, per contrapposizione all'uso illegale di software... mi piacerebbe che i tanti che si occupano di software libero scambiassero due righe su questo...
di digitaldivide at 18:00:59 Commenta:

21/07/2003

La sindrome del computer arrugginito

Un saggio sul rapporto tra informatica e sviluppo nel Sud del Mondo. Sempre dal sito di ZEUS News la scheda di un libro sulla 'telematica sostenibile'. Titolo: La sindrome del computer arrugginito. Sottotitolo: Nuove tecnologie nel Sud del modo tra sviluppo umano e globalizzazione Autore: GianMarco Schiesaro Editore: Sei-Società Editrice Internazionale Costo: 10 euro
di digitaldivide at 17:30:09 Commenta:

21/07/2003

Open Office e le PMI... ancora...

Sembra che il fattore 'basso costo' sia uno di quelli più significativi nell'adozione di software OpenSource in azienda. Non so se è veramente così... certo è un elemento abbastanza ovvio dal punto di vista di un utente qualunque (intendo dire un utente che non approfondisce altri elementi 'strategici' o 'etici' o 'filosofici'). Su ZEUS News ho trovato un articolo/intervista piuttosto interessante sull'adozione di OpenOffice.org in una piccola azienda artigianale.
di digitaldivide at 16:04:32 Commenta:

21/07/2003

Firmato Diaz

Noi eravamo a suonare chissà dove, due anni fa. Con un orecchio alla radio e tanta rabbia (e paura) sul palco. C'era chi si prendeva le legnate. C'era chi era lì -a fare il suo mestiere- e lo ha fatto fino in fondo. L'aro giorno ho parlato di questo qui Oggi vi invito a leggervi Nicola su GiallodiVino.
di digitaldivide at 10:31:42 1 Commento

18/07/2003

Genova, nome per nome

Un libro per chiedere giustizia. Riporto la notizia dal forum dei Tupamaros Carlo Gubitosa è il segretario di PeaceLink, che non ha bisogno di presentazioni. Esce ora il suo libro-inchiesta (600 pagine con cdrom allegato con tutto il materiale multimediale) sui fatti di Genova. Sul sito di PeaceLink c'è un editoriale di Alessandro Marescotti con i dovuti approfondimenti. Per evitarvi di balzellare di qui e di là ve ne copio un paragrafetto:
Carlo Gubitosa - segretario di PeaceLink - era a Genova. Raccolse nel suo taccuino (in realtà un computer palmare) tutto ciò che poteva e che sapeva. Rimase scosso e moralmente ferito ma prese un impegno, in primo luogo con se stesso: far sì che a quelle violenze non seguisse il silenzio e l'impunità. Con una costanza che pochi hanno, Carlo è andato a fondo nell'indagine e in due anni, dopo aver speso 3 mila euro di tasca propria per raccogliere tutto il materiale di documentazione possibile, ha confrontato centinaia di informazioni e selezionato quelle che possono dare una risposta, così come dovrebbe fare un bravo magistrato.

Il libro è disponibile nelle migliori librerie, gli estremi sono: Carlo Gubitosa 'Genova, nome per nome' è un libro di 'Altreconomia' e 'Terre di Mezzo' editrice Berti (Piacenza) - distribuito da Dehoniana pagine 624 25 euro (con CD-ROM) Il libro puo' essere richiesto anche per telefono o per fax: e' sufficiente telefonare al numero 02.48953031, o scrivere all'indirizzo segreteria@altreconomia.it I diritti d'autore del cd-rom saranno devoluti al 'Comitato Verita' e Giustizia per Genova'. Per altre informazioni qui è pubblicata la scheda del libro: http://lists.peacelink.it/taranto/msg00722.html Le persone intenzionate a promuovere la diffusione del libro organizzando incontri e iniziative di presentazione possono contattare l'autore (Carlo Gubitosa) telefonando al 3492258342 oppure scrivendo a c.gubitosa@peacelink.it
di digitaldivide at 14:47:57 Commenta:

18/07/2003

Odi et amo: OpenOffice.org

Altro articoletto qui sull'adozione di OpenOffice.org al posto di MS Office. La tipa, che di mestiere fa formazione ai dipendenti delle aziende che hanno fatto il passaggio, presenta le obiezioni più comuni che le hanno finora presentato e propone alcune risposte. Peccato che quelle alle obiezioni più problematiche non siano del tutto convincenti...
Però ci proverò! :-) voglio dire: a usare solo OpenOffice e non MS Office. Ma ha senso usarlo per poi salvare sempre in formato office perchè nessun altro usa OO??
di digitaldivide at 10:08:35 Commenta:
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